Recensione: “Quando mi chiamerameranno uomo?”

Un romanzo di Francesca Mereu

di Daniela Mencarelli Hofmann

Sarah, figlia di una donna nera e di un uomo bianco, nasce e cresce in Francia. I suoi genitori, entrambi americani, avevano lasciato l’Alabama per non dover rinunciare al loro amore, impossibile da vivere nella terra natia.

Dopo la morte della madre, la giovane va a conoscere la sua famiglia d’origine. Ascolterà tante storie, storie di schiavitù e segregazione, storie di lotta per la conquista dei diritti civili, sempre accompagnate da ritmi blues. Quella musica nera in cui dolore, rivolta e speranza si fondono e creano bellezza.

Francesca Mereu mescola sapientemente il racconto e la ricerca giornalistica, offrendo al lettore un libro che è uno spaccato della realtà americana di ieri e di oggi, in cui la tensione razziale e il razzismo erano e restano dominanti. Uno spaccato che sbriciola il mito del sogno americano e ripropone l’attualità di un altro sogno, quello di Martin Luther King.

“Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!”

Ho apprezzato molto lo stile e i contenuti di questo romanzo di denuncia che descrive come, in una realtà fortemente razzista, la volontà segregazionista si trasformi ma non muoia. Da leggere assolutamente!

Editore: Le Mezzelane Casa Editrice

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Francesca Mereu ha iniziato la sua carriera di giornalista nella Russia dei primi anni Novanta. È stata corrispondente da Mosca e dalle Nazioni Unite per la radio americana Radio Free Europe/Radio Liberty.

Ha trascorso sei anni al The Moscow Times, per il quale si è occupata di giornalismo investigativo coprendo la politica interna e i servizi di sicurezza russi. I suoi reportage da Mosca sono stati pubblicati dal The New York Times, dall’International, dall’Herald Tribune e da numerosi giornali italiani.

È autrice del libro L’Amico Putin. L’invenzione della dittatura democratica (Aliberti Editore, 2011) e di diverse opere teatrali, due della quali sono state pubblicate nell’aprile del 2016 (Profondo Sud, Edizioni Esordienti Ebook).

È sposata con uno scienziato russo e nella primavera del 2009 ha ottenuto la cittadinanza russa. Ora vive tra Mosca e il profondo Sud americano (Birmingham, Alabama).

Per Le Mezzelane ha pubblicato: “Il grande saccheggio” e “Da zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata”.

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